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da Baveno a Gignese | da Gignese al Mottarone
Da Baveno a Gignese | Da Gignese a Mottarone | Tabella altimetrica
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Sul finire degli Anni Novanta alcuni amici quasi quarantenni (chi più, chi meno), appassionati di sport acquatici (vela, canoa ed altro), assidui frequentatori del lago Maggiore, e in particolare di Stresa e del Golfo Borromeo, iniziarono a cimentarsi con il mezzo a due ruote, fino ad allora ad essi pressochè sconosciuto.

Fu così che ebbero inizio le prime “sperimentazioni ciclistiche” sulle irte salite dietro casa con l'utilizzo di biciclette dallo scarsissimo contenuto tecnologico (pesanti, arrugginite e con rapporti non adeguati). Numerose erano le soste durante i primi tentativi di ascensione del mitico Mottarone, ma la grande fatica sembrava non spaventare i baldi “giovani”; i quali, anzi parevano attratti magneticamente dalla vetta che li sovrastava.

I tentativi di ascensione (da Baveno, piazza Matteotti), si ripetevano sempre più frequentemente, secondo la logica “vediamo chi molla prima: noi o la montagna”, e più si tentava e più si migliorava, e più si migliorava e più ci si avvicinava alla vetta.

Dal raggiungimento della vetta al miglioramento del tempo di ascensione il passo fu breve, e verso la fine dell'estate 1999 si decise di organizzare una ascensione collettiva invitando gli amici più temerari. Ebbe così inizio la storia della “Cronoscalata del Mottarone”.